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      TICCIANO - PREAZZANO - AROLA

    TICCIANO - PREAZZANO - AROLA

      I documenti dei secoli XIV e XV contano nel territorio di Vico Equense una decina di Casali collinari. Probabilmente questi nuclei abitativi dovevano già esserci e forse la loro fondazione si deve riferire alla colonizzazione dei veterani di Augusto che, a loro volta, dovettero insediarsi su preesistenti agglomerati rurali sparsi. Un'iscrizione lapidaria, trovata a Ticciano, ora nella Chiesa di San Michele Arcangelo, attesta la presenza romana in questi luoghi e un'epigrafe bizantina in caratteri greci intorno al simbolo della Croce, di certo la più antica testimonianza del Cristianesimo nel territorio di Vico Equense, conferma, pur nel cambiamento, la continuità della vita di questo nucleo abitativo. Il borgo, particolare per la salubrità dell'aria, si caratterizza per l'operosità della sua gente, tutta dedita al lavoro dei campi e all'artigianato. Come una volta, si intrecciano ancora cesti di ogni forma col legno sfettato dal castagno e ancora con lo stesso legno si modellano le calibrate strutture portanti dei pergolati sorrentini.

     

    Anche la località di Preazzano, immersa nel verde con il Monte Comune alle spalle, già agli inizi del '300 era indicata come Casale. Il suo piccolo centro, con masserie ma anche con residenze signorili, noto fino agli inizi del Novecento per la lavorazione della seta, si struttura intorno alla bella Chiesa di Sant'Andrea. L'elegante edificioconserva sugli altari laterali dipinti di buona fattura tutti riferibili al '600 e al '700. Cestaio  

     

     

     

     

     

    Arola si sviluppa su un territorio molto ampio che si affaccia con una striscia di arenile anche sul versante di Positano. La gente vive di agricoltura e dei ben noti prodotti caseari, rielaborati ancora secondo l'antica esperienza. Le case contadine si aprono tutte, attraverso portali in pietra decorati, su piccole corti interne. Nel bel mezzo di quest'architettura contadina svetta la torre quadrata del Campanile con a lato la relativa Chiesa di Sant'Antonino che si adorna di un bel portale cinquecentesco. Scendendo da Arola e imboccando la via dei Camaldoli si raggiunge la collina di Astapiana con il Complesso Conventuale dei Camaldolesi del XVII secolo. Da quassù il panorama sulla Penisola Sorrentina diventa ancor più stupefacente, spaziando da Meta fino in fondo alla Punta della Campanella. In antico su quest'altura dovette esistere un piccolo villaggio intorno alla scomparsa Chiesa di Santa Maria de Jerusalem, poi alla fine del 1500 subentrò l'insediamento camaldolese. Seguirono poi anni bui fin quando il conte Giusso, divenuto proprietario del sito, non ricominciò una totale opera di bonifica per quegli edifici e per quelle terre.